Nuova proposta di direttiva sulla parità di trattamento

Febbraio 2012

Tre anni dopo la pubblicazione da parte della Commissione europea e due anni dopo che il Parlamento europeo ha completato il suo primo parere, la proposta di Direttiva sulla parità di trattamento è ancora in discussione dagli Stati membri. Una nota inviata alla riunione dei ministri di Occupazione, politica sociale, salute e consumatori a dicembre ha dichiarato che, mentre sono stati compiuti progressi nella seconda metà del 2011, "vi è una chiara necessità di un ampio lavoro futuro sulla proposta."

Si tratta di una proposta di direttiva che mira a "combattere la discriminazione basata su religione o idee personali, EqualTreatmenthandicap, età o orientamento sessuale, e di mettere in atto il principio della parità di trattamento" nel fornire l'accesso a beni, servizi ed altre attività al di fuori del mercato del lavoro.

Ci sono state alcune preoccupazioni tra le imprese turistiche che le disposizioni su questioni come la discriminazione basata sull'età potrebbe rendere loro impossibile focalizzarsi su specifici segmenti di mercato. Ad esempio, si potrebbero promuovere attività ricettive, tipo luoghi per adulti senza figli, senza entrare in contrasto con la direttiva?

I funzionari della Commissione sostengono che esiste una differenza tra l'utilizzo di attività di marketing per definire i limiti di età per i servizi specializzati e semplicemente escludere qualcuno a causa della sua età.

Ci sono anche le preoccupazioni, sollevate dal governo tedesco in particolare, circa i costi che le imprese dovranno sostenere per adeguarsi alla nuova direttiva.

Il futuro di questa proposta non è chiaro. Per essere adottato, tutti i 27 Stati membri dovranno dare la loro approvazione e solo se lo faranno verrà chiesto al Parlamento Europeo di dire 'sì' o 'no' al testo proposto. Siamo consapevoli che tale unanimità fra gli Stati membri non è stata ancora raggiunta. Un solo voto contrario significherebbe la caduta della proposta.